domenica 26 ottobre 2008

L'amore non ha età. E nemmeno orario. [intro]

L'orologio segna l'una e trentanove di notte, piena notte. Decisamente un bel momento per buttare giù qualche riga, riflessioni provenienti dalla piatta pace del buio, dal silenzio dell'oscurità. Se ne accumulano troppe ultimamente, per la testa: il cinema è mutevole, attivo, soprattutto in questo periodo dell'anno, nel mite autunno ottombrino. Ho bisogno di una dispensa dove stipare questi pensieri, per poi potermene nutrire all'occorrenza. Dare una passata di colore a questa dispensa non farà che abbellirla, decido dunque di stabilirne la caratteristica principale, o forse solo di mettere le mani avanti. Dico apertamente la mia età, ho quindici anni ed amo profondamente il cinema, un amore scoccato grazie a quello che si può definire tranquillamente il più semplice colpo di fulmine, avvenuto nell'ormai passata, e parecchio rimpianta, estate. Il cinema si è insinuato in me in un momento di particolare debolezza e fragilità, senza troppi problemi. In seguito la corazza si è indurita, ma oramai esso era sotto questa corazza, e non poteva più uscirne.
Ed adesso sono sempre qui, è l'una e quarantadue, e maledico questo nuovo orario in cui tutti abbiamo mandato le lancette indietro di un'ora, perchè dovrò aspettare sessanta minuti in più del dovuto mentre il sonno comincia a farsi largo. Qualche mese fa a quest'ora sarei stato già a letto, ora invece sono seduto, stanco, scomodo ed annoiato, ad aspettare Anything else di Allen che comincerà alle 2:45. Follia? Due mesi fa l'avrei considerata tale, probabilmente. Ora invece trovo più adatto il termine passione.

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